VIDEO – Undici anni fa moriva Gigi Sabani, il maestro delle imitazioni
Moriva oggi, unidici anni fa, Gigi Sabani. Presentatore tv e brillante imitatore, la cui vita fu stroncata da un infarto a 54 anni e la cui carriera fu segnata dallo scandalo dei cosiddetti “provini a luci rosse”.
Un forte dolore al braccio sinistro per tutto il giorno poi, dopo cena, il colpo. Il 4 settembre del 2007 la sorella lo trovò in bagno, privo di sensi. Nulla poté fare la chiamata al 118, al loro arrivo, i medici poterono solo constatare il decesso dello showman. A salutarlo ci furono i funerali alla Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo, a Roma con numerosi amici che in vita avevano lavorato con lui apprezzando e amando il suo spirito artistico.
La carriera e lo scandalo
Diventa protagonista dell’inchiesta sui cosiddetti “provini a luci rosse”, sorta di Vallettopoli ante-litteram. Al centro della vicenda, la scuola per modelle “Celebrità” di Biella, che avrebbe ospitato incontri privati fra le ragazze e uomini di spettacolo con l’obiettivo di ottenere contratti al cinema o in tv. Truffa a fini sessuali e induzione alla prostituzione: con queste motivazioni Sabani viene arrestato all’alba del 18 giugno del 1998. Lo mettono nei guai le dichiarazioni dell’allora minorenne Katia Duso, aspirante showgirl, che racconta al pm di approcci sessuali con Sabani, a Roma, nell’estate 1995, in cambio della promessa di un aiuto per lavorare nello spettacolo.
Sabani viene scarcerato il 1 luglio dello stesso anno. Presenta denuncia per abuso d’ufficio nei confronti di Chionna (che l’anno dopo sposerà la sua ex-teste nell’inchiesta Anita Ceccariglia, per quattro anni compagna dello stesso Sabani). Il 13 febbraio 1997 arriva la richiesta di archiviazione nei suoi confronti, “la prima notizia bella dopo tanta sofferenza inutile”, commenta Sabani. Il gip di Roma, su richiesta del pm Pasquale Lapadura, il 18 febbraio 1997 archivia il procedimento. Sabani viene risarcito (24 milioni di lire) per tredici giorni di ingiusta detenzione.
Non amava ricordare quella vicenda. Così ne parla nel libro “Al cuor non si comanda – Vallettopoli 1” di Antonello Sarno, in uscita a ottobre: “Come morire a occhi aperti. Vedi quello che ti succede e non puoi farci niente. Anzi, una cosa la puoi fare: conti i buoni, pochissimi. La famiglia, poi Lino Banfi, Gianni Morandi, Arbore, Celentano, Cutugno e Maurizio, sì Costanzo, più degli altri. Poi i cattivi, cioè quasi tutti. Perché l’ambiente è una merda”.
Sabani aveva esordito in tv nel 1979, su RaiUno. Poi, si era fatto notare nella trasmissione radiofonica La Corrida condotta da Corrado. Pippo Baudo lo chiama a Domenica In. Partecipa anche alle edizioni 1981 e 1982, poi al varietà Fantastico. A metà anni Ottanta il passaggio a Mediaset, (Premiatissima, Ok il prezzo è giusto), il ritorno in Rai nel 1987. Nel 1991 è ancora a Domenica in, poi in altri programmi fino al ritorno a Mediaset, dove conduce (1995 e 1996) Re per una notte. Nell’estate 1996, lo scandalo. Torna presto in tv, su Retequattro, ma gli incarichi e lo stato d’animo non sono più gli stessi.