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Un Plauto tutto napoletano con i ‘Fuitevenne’

Al teatro comunale di Scisciano il trio De Risi/De Falco/Tafuro divertono il pubblico con la loro elaborazione di uno dei capolavori del commediografo di Sarsina.

Un successo completo quello dei ‘Fuitevenne‘ a Scisciano. Due serate, venerdì e sabato scorsi, per due ‘tutto esaurito‘. Certo non è una novità per il trio comico formato da Luigi De Risi, Felice De Falco e Domenico Tafuro.
Questa volta i tre ragazzacci hanno messo le mani addirittura sul testo di uno dei mostri sacri del teatro di ogni tempo, la pietra angolare che sorregge l’intera impalcatura del teatro comico: Plauto.
Il creatore della commedia, il caposaldo del genere, l’ispiratore diretto o indiretto di tutto quanto in occidente è stato proposto dal teatro brillante, è stato riproposto in uno dei suoi migliori lavori, quel ‘I Menecmi‘ con cui Tito Maccio Plauto ha di fatto creato la commedia degli equivoci.
Un’invenzione latina di più di duemila anni fa che ancora ai nostri giorni è viva è vitale ed ha ispirato nel corso dei secoli  decine di opere teatrali brillanti in tutto l’occidente e poi un numero incalcolabile di film. Il teatro napoletano, quello di Scarpetta e di Eduardo e quello dei bravissimi e brillanti autori dei nostri giorni, sono filiazioni dirette dei lavori del grandissimo commediografo.
Il progetto di rilettura dei gemelli plautini da parte del gruppo De Risi/De Falco/Tafuro mantiene del lavoro originale la sola struttura drammaturgica che viene rivestita da un testo in lingua napoletana quasi integralmente riscritto, con la verve e l’irresistibile umorismo abituali dei tre attori/autori. L’azione da Siracusa e Taranto viene traslata a Napoli e Paestum. In quest’ultimo paese il mercante Mosco smarrisce suo figlio Menecmo. Tornato a Napoli per consolare sé stesso e la moglie per la perdita, decide di cambiare nome a Sosicle, fratello gemello del disperso, chiamandolo Menecmo (!).
Passano gli anni, e ritroviamo  Menecmo sposato, che tradisce la moglie con Erozia, di professione cortigiana. L’arrivo del gemello, che si è messo in viaggio alla ricerca del fratello, innesca l’irresistibile macchina comica con equivoci a ripetizione e continui scambi di persona.
Il meccanismo è collaudato e il testo dei ‘Fuitevenne‘ funziona a perfezione. Il resto della combine è reso perfetto dalla bravura dei teatranti, con mimiche trascinanti e tempi comici assolutamente perfetti. Meritatissimo il successo dei tre protagonisti e degli altri attori della compagnia: Mariagrazia Ciccone, Antonio Franzese, Michele Palma, Francesco Romano, Brigida Simonelli e Benedetta Sommese, tutti autori di un’ottima prova.
Ritroveremo i ‘Fuitevenne‘ il 26 gennaio prossimo, all’auditorium Sant’Alfonso di Pagani (SA) con un nuovo spettacolo intitolato “Non sono un gigolò”.

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