Il Presidente Mitterand inaugura a Parigi il Museo d’Orsay, famoso per la raccolta di capolavori dell’impressionismo francese, ma anche perché ricavato in una ex stazione ferroviaria, dopo una ristrutturazione progettata da Gae Aulenti.

L’1 dicembre 1986, fu inaugurato a Parigi uno dei musei più famosi al mondo: il Museo d’Orsay, noto per ospitare le opere più importanti dell’impressionismo francese.
Il museo ha sede nell’ex stazione ferroviaria della Gare d’Orsay (un tempo anche nota come Gare d’Orléans). Costruita nel 1900, la stazione fu realizzata, su progetto dell’architetto Victor Laloux, in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi sul sito del distrutto Palazzo d’Orsay, da cui trasse il nome.
A partire dal 1939, la stazione cominciò a dimostrarsi obsoleta e inadeguata ai nuovi treni a trazione elettrica, perdendo progressivamente la funzione per cui era stata originariamente concepita. Nel 1975, il governo francese prese quindi la decisione di convertire l’edificio, ormai in disuso, della vecchia stazione in un museo dedicato all’arte della seconda metà dell’Ottocento.
La ristrutturazione architettonica dell’edificio venne sviluppata dagli architetti francesi M. Bardon, M. Colboc and M. Philippon, mentre la sistemazione interna e la museografia furono progettati da un team italiano che comprendeva gli architetti Gae Aulenti, Italo Rota (design grafico) e Pierluigi Castiglioni (design illuminotecnico); il nuovo Musée d’Orsay venne inaugurato il 1 dicembre 1986.
Fu la prima volta che un edificio industriale veniva restaurato per ospitare un importante museo. Il progetto ha funzionato: il museo viene frequentato ogni anno da milioni di visitatori ed è diventato uno degli edifici più caratteristici di tutta Parigi.
Il museo ha sede nell’ex stazione ferroviaria della Gare d’Orsay (un tempo anche nota come Gare d’Orléans). Costruita nel 1900, la stazione fu realizzata, su progetto dell’architetto Victor Laloux, in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi sul sito del distrutto Palazzo d’Orsay, da cui trasse il nome.
A partire dal 1939, la stazione cominciò a dimostrarsi obsoleta e inadeguata ai nuovi treni a trazione elettrica, perdendo progressivamente la funzione per cui era stata originariamente concepita. Nel 1975, il governo francese prese quindi la decisione di convertire l’edificio, ormai in disuso, della vecchia stazione in un museo dedicato all’arte della seconda metà dell’Ottocento.
La ristrutturazione architettonica dell’edificio venne sviluppata dagli architetti francesi M. Bardon, M. Colboc and M. Philippon, mentre la sistemazione interna e la museografia furono progettati da un team italiano che comprendeva gli architetti Gae Aulenti, Italo Rota (design grafico) e Pierluigi Castiglioni (design illuminotecnico); il nuovo Musée d’Orsay venne inaugurato il 1 dicembre 1986.
Fu la prima volta che un edificio industriale veniva restaurato per ospitare un importante museo. Il progetto ha funzionato: il museo viene frequentato ogni anno da milioni di visitatori ed è diventato uno degli edifici più caratteristici di tutta Parigi.