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Sanremo: dalle stelle alle stalle

Lo so, lo so dopo una settimana quasi dalla fine del festival di Sanremo dovete beccarvi un altro pezzo su questo festival numero 70, ma davvero per chi ha una rubrica musicale il materiale è troppo hot. Ed allora via, cominciamo…

Categoria Nuove proposte vince “un figlio di” ed oggi non importa assolutamente se la canzone in questione sia bella, brutta, orecchiabile, quello che fa notizia è che il giovane, vestito come se fosse appena uscito di casa in tutta fretta, è figlio di un artista molto amato. Comunque in radio sta andando bene, quindi forse ha meritato indipendentemente, ma come già detto oggi la musica conta davvero poco.

Era già cominciato tra polemiche infinite per le frasi tacciate come sessiste pronunciate da Amadeus in conferenza stampa e non è riuscito, questo festival, ad evitare nessuna, ma proprio nessuna polemica. Ora, tutti sanno che l’importante è: “che se ne parli”, ed allora questa edizione della kermesse canora è davvero andata alla grande.

Si poteva affidare la conduzione a Fiorello vista la sua ingombrante presenza, tanto non importa se sia stato bravo o capace o incapace; forse la cosa che si ricorderà di più sarà la litigata con Tiziano Ferro o la sua faccia basita quando lo hanno chiamato sul palco dopo la lite Bugo Morgan e lui credeva che si fosse sentito  male qualcuno.

Delle donne salite sul palco per affiancare i due conduttori si è detto davvero tutto: i monologhi, l’incapacità di lasciare il segno di tutte le donne che hanno occupato il palco. Si poteva fare di più, ma molto di più: provare ad imparare meglio l’italiano, pretendere di interpretare un monologo più intelligente, imporsi per mandare in onda un contributo video di ROGER WATERS, uno che la storia della musica l’ha fatta ed ancora tanto altro ma andiamo avanti…

Si parlava di Festival canoro giusto? ed allora la Lamborghini che ci faceva? ed anche altri interpreti davvero anonimi che si sono avvicendati sul palco con il loro incedere stanco e la noia stampata sul volto; poi, però, arriva il signor Achille Lauro ricordate quello della polemica dello scorso anno, quello che inneggiava, nel suo pezzo, alla droga (così si disse) che quest’anno ha sfoggiato delle mise talmente ricercate che spaziavano tra arte, storia , religione, che ha trasformato il performer in una  colta divinità. E poi Junior Cally atteso come il Papa in piazza San Pietro ed invece per nulla trasgressivo senza la maschera che lo reso famoso, con una faccia talmente pulita da imbarazzare tutti quelli che erano pronti a fare notizia proprio con lui.

Per carità  ci sono stati i cantanti bravi e “normali” e per la cronaca ha vinto Diodato, seguito da Francesco Gabbani ed al terzo posto i Pinguini Tattici nucleari, davvero tanta roba questi qua e come da norma di Sanremo sono arrivati terzi, appunto.

Discorso  a parte merita la lite tra Morgan e Bugo (io non sapevo neanche chi fosse prima dei fatti sanremesi ma sarà ignoranza mia), forse Marco (Morgan) stava vivendo una crisi che “quando arriva una crisi è un po’ tutto concesso (cito non a sproposito la sua canzone con i Bluevertigo “la crisi” fatto sta che irritato da situazioni precedenti connessi con gli arrangiamenti del loro pezzo e della cover di Sergio Endrigo eseguita nella seconda serata, Morgan, salito sul palco ha cominciato a cantare una nuova versione della loro canzone in cui ha insultato il Bugo che sconvolto, impietrito è sceso dal palco ed, ovviamente, da regolamento sono stati squalificati. Poco male, veleggiavano, infatti,  nella parte bassa della classifica, con questa lite, invece, sono ospiti da una settimana su tutte le tv anche su quelle condominiali.

Sanremo è Sanremo ed allora viva sanremo ed all’anno prossimo per sognare ancora.

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