L’Italia ai tempi del razzismo, Trump si rimangia i dazi, i guai in Rai e De Laurentiis compra il Bari. Ciao, ciao luglio
Caro diario,
sarebbe bello non raccontare questi tempi così sconnessi con la realtà fattuale internazionale. Eppure l’arretratezza non sembra aver limite in un Paese che un tempo viveva di cultura e che oggi è tra i primi per analfabetismo funzionale.
E’ esattamente la quarta nazione, visto che il termine ultimamente tanto piace, per analfabetismo funzionale. Prima di noi soltanto Giacarta (69%), Cile (53%) e Turchia (47%) e appaiati con Spagna e Israele con la Grecia che segue di un punto percentuale. Dato contestabile? Basta pensare a quanti italiani cadono preda delle fake news.
Un dato gravissimo che spiega soprattutto che cosa vuol dire l’Italia ai tempi del razzismo e dell’intolleranza. La storia è ciclica e si ripete, dicevano i latini, e così potrebbe sembrare guardando oggi ciò che accade sembra di stare nel 1918. Invece il mondo si sveglia cento anni dopo con quelle stesse idee di intolleranza e con una distorta concezione di uguaglianza. In questo mese sono morte tantissime persone abbandonate nel Mediterraneo. Nemmeno sulle spiagge si placa la sete di odio nei confronti dell’uomo nero. C’entrerà qualcosa con l’analfabetismo funzionale?
Trump’s World: dazi ritirati e dazi triplicati
La notizia è che il Presidente degli Stati Uniti d’America ha cambiato idea. Niente più dazi nei confronti dell’Europa, alleati storici, ma di contro innalzamento dal 10 al 25% di tasse sui prodotti che vengono dalla Cina. E’ una questione di protezione interna. Nel momento in cui la crisi con la Corea del Nord si sembra affievolire, dopo la visita in Russia del Presidente miliardario, ecco la stoccata alla Cina.
In tutta questa storia un lato positivo c’è: l’acciaio europeo è salvo. Sempre che anche l’Ilva si salvi.
Guai in Rai, la vigilanza boccia Foa e la proposta del Governo cade
Foa presidente della Rai? Mai. La commissione di Vigilanza sulla Rai non ha approvato la nomina di Marcello Foa a presidente della tv pubblica. A San Macuto hanno votato 23 componenti della commissione: i voti favorevoli sono stati 22 (sotto il previsto quorum di 27), una scheda bianca. Così scrive Ansa, ed è quindi evidente che adesso il nome dovrà essere un altro. L’operazione si impalla e questo Governo sembra trovare davvero poca strada spianata.
Tra un decreto dignità ed uno sbarco fermato, il contratto di governo procede.
De Laurentiis-Bari, nuovo connubio calcistico: a Napoli non la prendono bene
“Tifosi baresi, procuratevi qualche pallone che sennò ve lo rinfaccia tutta la vita”. La geniale battuta del collega Francesco Gravetti spiega in parte come l’hanno presa i napoletani. Ormai l’accordo tra Bari e la famiglia De Laurentiis è fatto. Il magnate romano preleva la società ufficialmente fallita che disputerà il campionato di serie D.
Una scelta, quella di creare due grandi poli calcistici al Sud, che i tifosi partenopei non hanno preso bene. Gli ultrà già chiedono di andarsene, in ogni caso c’è da sottolineare il coraggio imprenditoriale del presidente.